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Il cervello è un sistema assai più aperto di quanto abbiamo mai immaginato e la natura ci ha dato davvero molto per aiutarci a percepire e osservare il mondo intorno a noi. Ci ha consegnato un cervello che per sopravvivere in un mondo in continua trasformazione, si trasforma a sua volta.

Norman Doidge, Il cervello infinito.

Interessanti notizie per tutti, soprattutto per chi non è più proprio giovane. Salta fuori che quello che ci insegnavano a scuola (ai tempi miei) e cioè che il numero dei neuroni a nostra disposizione è solo quello con cui siamo nati non è affatto vero!!! Per anni si è creduto che a differenza di altri tipi di cellule (come per esempio quelle di fegato, pelle, sangue, ossa e intestini) i neuroni non fossero in grado di rigenerarsi il che spiegherebbe perché una volta ero la prima della classe e ora ho la memoria di una formica. E invece no. La spiegazione deve essere un’altra perché ormai è provato che le cellule cerebrali muoiono certamente ma si possono anche rigenerare.

E’ solo dagli anni novanta che ha iniziato a farsi avanti questa teoria ma ormai i concetti di neurogenesi e neuroplasticità sono definitivamente riconosciuti.

Conosciamoli anche noi allora.

La neurogenesi è la capacità di generazione di nuovi neuroni.

La neuroplasticità è la capacità del cervello di riorganizzare se stesso nel corso dell’intera vita alterando le sue proprietà fisiche, biologiche e chimiche, formando nuove connessioni neurali fra i neuroni sani in risposta a nuove situazioni o cambiamenti che si verifichino nell’ambiente circostante.

Affinché i neuroni siano in grado di creare nuove connessioni efficaci devono però essere stimolati in modo adeguato.

La domanda spontanea è se il cervello si modifica ogni volta che apprendiamo qualcosa di nuovo. Ebbene sembra che non sia così seppure apprendere continuamente sia molto salutare. Pare comunque che il cervello aggiorni il suo potenziale quando il nuovo apprendimento comporta un cambiamento del comportamento dell’individuo.

Ecco quindi che anche il concetto di carattere come inteso come un patrimonio genetico e immutabile viene meno, in quanto esso non è altro che il risultato di una serie di comportamenti reiterati e scelti, sia nel bene che nel male. Cambiamo i comportamenti (con gradualità) e anche il carattere (con altrettanta gradualità) incomincerà a cambiare.

Non si nasce pigri o rabbiosi, ci si abitua ad esserlo attraverso una serie di scelte più o meno consapevoli.

Questi concetti portano in sé due verità importanti:

1 – carattere e performance del cervello si possono cambiare a qualsiasi età (con tempi e risultati differenti: è naturale che la neurogenesi e la neuroplasticità di un bambino non sono quelle di un anziano, ma non stiamo facendo una gara!)

2 – dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, non possiamo più demandare al destino, alla genetica, al “sono fatto così”. Tutto forse no, ma moltissimo è nelle nostre mani e dipende dalle nostre scelte, quindi ci conviene compiere scelte buone, perché da esse dipende la qualità della nostra vita presente e soprattutto futura. Un cervello bene allenato sarà sicuramente in grado di reagire meglio in caso di malattie o eventi traumatici come per esempio un ictus e questo ho avuto personalmente occasione di poterlo verificare vedendo la rapidità di progressi di una persona a me vicina colpita appunto da questo trauma, persona che aveva e ha tuttora un cervello costantemente allenato nonostante l’età.

Bene se dobbiamo scegliere la nostra qualità di vita sentiamo che cosa ci consigliano gli esperti.

Indovinate un po’?  Niente di nuovo:

  • Alimentazione corretta e controllo del peso (secondo Perlmutter le dimensioni del cervello sono inversamente proporzionali al sovrappeso il che nel mio caso spiegherebbe parecchie cose);
  • Integrazione alimentare con i nutrienti che combattono i radicali liberi, come i famosi omega3;
  • Movimento, movimento, movimento! perché l’attività fisica stimola il rilascio, fra le altre, di sostanze (le cosiddette BNDF) che favoriscono la rigenerazione neuronale.
  • Gestione dello stress.

Possiamo quindi concludere che abbiamo davvero un grande potere sulla nostra vita. Io lo sto scoprendo giorno per giorno e mi vergogno per tutte le volte che mi sono pianta addosso in passato oppure ho scaricato la responsabilità al di fuori di me.

Ma quel che fatto è fatto e siamo tutti qui per ricominciare.

Abbiamo la possibilità di cambiare e allora cambiamo! Senza porci obiettivi stravolgenti ma con gradualità.

Sono una grande sostenitrice della gradualità, perché è l’unica strategia che può portare alla costanza e al raggiungimento di tanti piccoli obiettivi misurabili, incoraggianti, festeggiabili che sommati gli uni agli altri delineano man mano un percorso magari più lento, ma più sicuro, verso il raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi.

E ultima considerazione strettamente personale: invecchiamo serenamente, nulla è finito nulla è perduto. Abbiamo la possibilità di vivere ancora tante esperienze, di buttarci il passato alle spalle, di entusiasmarci, di porci degli obiettivi che non siano solo quelli di tirare a sera. Godiamoci questa età di maggiore maturità, serenità e consapevolezza. Curiamo il nostro corpo non per gli altri ma per noi stessi. Prendiamoci meno sul serio, ridiamo di più e tutto il nostro corpo, cervello compreso, sarà dalla nostra parte.