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Poesie per curare la (mia) anima

Mi è sempre piaciuto scrivere ma non avendo tempo e non avendo studiato per fare questo di mestiere non ho mai preso in considerazione l’idea di cimentarmi, sebbene uno dei miei sogni sia vivere di scrittura.
Nei momenti più bui degli ultimi anni ho casualmente scoperto quanto fosse terapeutico per me scrivere poesie.

Molte non sono pubblicate per rispetto alle persone che coinvolgevano ma ho piacere di condividere questa mia passione sperando che possa diventare anche per  qualcuno di voi un modo sano di rielaborazione delle vostre emozioni.

Ringrazio infinitamente Tiziana, mia unica lettrice, critica e fan che si è sorbita i miei parti alle ore più improbabili del mattino e sempre mi ha incoraggiata a continuare.

Ieri Come Oggi

Niente nella vita potrà toglierti la forza dei ricordi più intimi e dolci riconfermati nel presente.

É un dono del cielo raro e prezioso

per il quale ringraziare con il cuore pieno di gioia e di certezze

Fulvia Grignaschi
1 giugno 2018

 

8 Maggio

8 maggio. Un giorno qualunque di un anno qualunque, passato inosservato a chiunque mi conosca.

E invece nel passato, più o meno lontano, è stato per me il giorno della consapevolezza e della svolta.

Non è stato un giorno che ha portato conseguenze felici, ma aveva in grembo quello di cui avevo bisogno e che sarebbe maturato molto più tardi. Solo ora sta timidamente sbocciando.

Quel giorno mi mostrava che posso ancora stupirmi, che ho diritto a stupirmi, che ho il potere di rompere le catene che io stessa mi sono creata, che sempre più spesso ho il dovere di fare e sentire palpitare il mio cuore: per un fiore, per un abbraccio, per un sogno che voglio realizzare, per un obiettivo a cui non devo più rinunciare, per il profumo del mio pane caldo, per una pianta che riesco a non far morire, perché mi sento bella dentro e perché, come mi disse qualcuno, non sono mai banale; e per un miliardo di bellezze che non permettevo più a me stessa di vedere.

Ma l’insegnamento più grande che ho ricevuto è che il cuore può essere arido fino a sfiorare la morte ma devo essere io a farlo palpitare. Nessun altro ha il dovere di farlo. Da nessun altro ho il diritto di pretenderlo e a nessuno devo permettere di inibire meravigliose sensazioni.

Ho tanto pensato in questi mesi: “qual è ora il mio obiettivo”?

Il mio obiettivo è quello di RICOMINCIARE e trascinare con me quante più persone non riescono a farlo. Il mio obiettivo è quello di non sentire la fame e la sete perché tutto il mio essere vibra per qualcosa che ai miei occhi in quel momento è molto più grande. Gli occhi degli altri non sono importanti.

Fulvia Grignaschi
8 maggio 2018

 

Dolore

Abbraccia il dolore nella tua vita

Perché se non ti schiaccerà

Ti darà la forza di riuscire a respirare sott’acqua.

 

Fulvia Grignaschi

2017

 

Ai miei figli

EMMA GIACOMO E MARTA (in ordine puramente alfabetico)

Amori miei nella vita incontrerete stronzi dal nido fino alla tomba. Già lo sapete.

Non c’è via d’uscita.

Se volete fare parte della categoria allora vivrete tranquilli e illusoriamente felici.

Mi dispiacerò per questo ma sarò anche felice perché tutto sarà per voi più semplice.

Se non volete  o non riuscite ad appartenere alla casta più diffusa allora ragazzi preparatevi alle lacrime.

Ma attrezzatevi ad evitare alle persone che incontrate quante più lacrime potrete

per dare un senso a tutte quelle che avete dovuto versare.

Portate sorrisi sapendo che ne riceverete in cambio molti di meno,

tendete la mano sapendo che spesso starete con il braccio teso a lungo prima che qualcuno vi afferri nel vostro momento di bisogno

soffrite per ogni ingiustizia che vedete anche se non vi riguarda e intervenite come arieti impazziti

consapevoli che quando toccherà a voi probabilmente nessuno prenderà concretamente le vostre parti.

La vostra vita sarà tormentata e sentirete spesso di aver gettato nel vuoto le vostre buoni intenzioni.

Ma il buono non  era per gli altri. Era per voi.

E quando vi sentirete felici sarete autenticamente felici.

E se riceverete poco quel poco sarà sempre tantissimo rispetto a quello che gli stronzi sanno dare agli stronzi.

Ragazzi non perdetevi fra la folla. Guardate nel cuore ogni persona che incontrate

e raramente, ma molto più frequentemente di quello che ora potete immaginare,

troverete delle ricchezze inaspettate e capirete che la vita sa dare con abbondanza a chi non smette di cercare il buono.

Bisogna solo stare con il cuore aperto e attendere con fiducia come se non sapeste in quale giorno cadrà Natale quest’anno ma sapete che arriverà.

E sempre soffrirò e gioirò con voi perché voi tre siete la mia ricchezza che è valsa ogni lacrima e porta in sè tutto il buono della vita.

 

LA VOSTRA MAMMA (che a volte è stata involontariamente stronza anche lei)

 

Fulvia Grignaschi

Umiltà

La vera umiltà

Presuppone una grande considerazione di se stessi

prima ancora che degli altri.

 

Fulvia Grignaschi

Un ultimo regalo

Papà adorato, tu sai che non ho mai pianto la tua morte.

Era il tuo momento e il tuo non essere più visibile non ti ha mai reso assente.

Ma quanto pagherei per poterti  ancora una volta sentire tossire sul pianerottolo prima di vederti entrare in casa

Per riassaporare anche un solo istante il tuo “gioina” che mi metteva sempre di buon umore anche se lo dicevi quando eri arrabbiato.

Ripenso spesso a quell’istante magico

Alla fine di quella interminabile giornata quando  hai poggiato la tua mano

sul mio capo stanco adagiato amorevolmente sulle tue gambe

e in un secondo ho rivisto tutti i momenti vissuti con te

il mio corpo e la mia mente pervasi da ricordi di cui non avevo più coscienza

E in quel dolce stordimento con assoluta serenità ho capito che finivi il viaggio terreno e

mi stavi consegnando il tuo regalo di addio, un regalo dolcissimo che mi accompagna ogni giorno

ma che ogni tanto non mi basta.

Una volta sola vorrei ancora poterti toccare,  riascoltare la tua voce, riguardare le tue mani che mi piacevano tanto,

rimanere per un po’ abbracciata a te  perdendomi nel profumo del tuo dopobarba che accompagna tutti i miei ricordi.

So che è solo un capriccio ma ti prego papà, se puoi, fammi quest’ultimo regalo

 

Il tuo Fubino che ti ama tanto.

 

Fulvia Grignaschi

Triste Spreco

Ho sempre pensato che chi ha sofferto avesse un dono.

La capacità di vedere la vita da una prospettiva basata su priorità diverse.

La delicatezza di voler evitare il dolore agli altri,

la profondità d’animo di cogliere la bellezza dove tutti vedono solo normalità.

Ho invece sperimentato che spesso la sofferenza reclama sofferenza per il fratello

E bruttura nel mondo.

Questo lo comprendo, lo rispetto e credo che abbia ancora possibilità di trasformarsi in bene.

Ma scoprire che tante volte la sofferenza è stata del tutto inutile,

che non ha cambiato un solo neurone

Né una sola fibra del cuore mi lascia senza parole.

 

Fulvia Grignaschi
2017

Perfezione

Se i cani facessero le fusa

Sarebbero delle creature perfette.

 

Fulvia Grignaschi
2017

Momenti

Ci sono momenti

In cui mi sento la donna più stanca del mondo

che cammina senza sosta e senza meta in mezzo a un’autostrada;

Assordata dal traffico, soffocata dallo smog,

con le gambe che si muovono per inerzia.

Disturbata dai clacson che mi suonano

E dagli autisti che mi insultano,

indifferente conto quante macchine mi stanno schivando

In attesa di quellla che metterà fine a quel lungo interminabile momento

affinchè ne cominci un altro.

Magari su un’altra autostrada.

Magari su un prato verde attraversato da un ruscello.

 

Fulvia Grignaschi
2017

Mendicante

In questa vita mi sento spesso una mendicante

che tende la mano per avere briciole di attenzione.

Ne ho bisogno per vivere come e più del denaro,

come e più del mio stesso respiro.

Ma come spesso accade ai mendicanti per strada

si riceve più dalle persone

che passano e non ti conoscono

che non da quelle che hai vicino.

Ma è  l’attenzione di queste ultime quella che tu cerchi!

 

Fulvia Grignaschi
2017

Luna

Ti sdrai vicino a me

e il contatto con il tuo corpo caldo

riempie improvvisamente tutti i miei vuoti.

Dio si serve delle creature più umili

per anticiparci il paradiso.

 

Fulvia Grignaschi
2017

Invidia

Come è difficile a volte distinguere l’invidia

dalla giusta rabbia per un riconoscimento non meritato

Soprattutto quando il riconoscimento non era per noi.

 

Fulvia Grignaschi
2017

Grazie comunque

Mio Amore e mio Tutto!

Tu sai quanto ho sofferto questi ultimi anni.

Solo tu conosci veramente il mio cuore

E devi riconoscere che mai una volta ti ho chiesto “perché proprio a me?”

In qualche modo ho sempre pensato che la tua mano buona guidasse il mio destino,

ma senza capire.

Mi hai messo alla prova laddove avevo investito tutto,

laddove credevo di potere e dovere dare il meglio di me,

laddove viveva il mio cuore.

Non il lavoro, non il denaro, non la casa: la mia famiglia.

Per questo ora serenamente ti chiedo perché? Perché loro?

Che cosa devo imparare che non riesco a imparare?

Qual è il fine ultimo di tutto questo?

Sono cambiata, sono maturata, ho accantonato l’orgoglio

ho fatto tesoro di tante esperienze,

ho cercato di tirare fuori il bene dal male.

Ce l’ho messa tutta. Con tanti errori, con tante cadute. Ce l’ho messa tutta. Ce la metto tutta.

Ma se la fiducia in te non viene meno le forze mi mancano. Il cuore spesso mi si spezza.

Troppo dolore, troppo rancore hanno impregnato i muri della mia casa.

Spiegami perché o alleggerisci questo fardello che il mio essere non riesce più a sopportare.

Lo so che è tutto per il bene ma credo che a volte tu mi sopravvaluti.

Sono debole, sono fragile, sono delusa. Lasciami un po’ di tempo per riprendere fiato.

Comunque sia: la tua volontà prima di tutto e perdona lo sfogo.

 

Fulvia Grignaschi
2017

Festa del papà 2017

Domani sarà la festa del papà.

A pranzo oggi mi è venuto da pensare cosa ti avremmo regalato: il solito maglione? L’ennesima cravatta? Non  è mai stato facile azzeccare il regalo giusto perché tu non avevi bisogno di niente. Eri felice con poco, godevi delle gioie semplici, non chiedevi nulla ma davi tutto.

Tutto quello che io non so dare ai miei figli.

Quell’autorevolezza che per noi era solo amore.

Il tempo passato insieme la domenica pomeriggio in giro per Milano con il ritorno in treno fino a Bovisa: una stazione allora dimenticata da Dio che a me sembrava il posto più esotico del mondo.

I film di Bud Spencer e Terence Hill al cinema Perla, film che mi annoiavano a morte, ma che tu rendevi unici.

I giochi con la palla al mare, lungo le passerelle, io e te da soli.

Papà come vorrei poter regalare ai miei figli le sensazioni che mi hai regalato tu.

La tua semplicità ha sempre reso il mio mondo colorato come un caleidoscopio.

Io invece ho cercato di dare tutto, di inventarmi l’impossibile e il mondo dei miei figli è sempre in bianco e nero.

Papà per la tua festa domani ti regalo il mio grazie di cuore e ti chiedo di insegnarmi a saper dare quello che hai saputo dare tu. 

Il tuo Fubino che ti ama tanto.

 

Fulvia Grignaschi
2017

Donne

A noi donne piace così tanto crogiolarci

nelle nostre pene d’amore

che se incontrassimo l’uomo perfetto

lo rifiuteremmo.

 

Fulvia Grignaschi
2017

Anime uguali

Donna uguale a me

sei la creatura più stupida del mondo.

Non sai che dare, dare

dicendo a te stessa che non vuoi niente in cambio.

Ma è una menzogna e ogni fibra del tuo corpo lo sa bene.

Non chiedi il cento ma almeno il cinque

E non lo ricevi se non da altre donne uguali a te e a me.

Ma non è da loro che lo cerchi.

Aspetti come un cane aspetta davanti alla porta il suo padrone

Che quando rientra non dà né il cinque né il quattro.

E ti senti tradita e giuri che non darai più.

Ma sei una donna uguale a me:

non puoi farne a meno.

 

Fulvia Grignaschi
2017

Bene e amore

Se l’amore travolgente di una volta si è trasformato in bene

E a quel bene

che spesso non ci basta

siamo chiamati a rimanere fedeli,

Non può un nuovo amore,

fresco, inebriante, inatteso

pieno di desiderio seppure privo di promesse

soffocare il proprio turbine e liberare solo il bene che in sé porta?

Almeno questo può essere concesso dall’ipocrisia o dalla coerenza in cui scegliamo di vivere?

 

Fulvia Grignaschi
2017

Bella

Niente più apprezzamenti, nessun doppio senso da scoprire fra le parole di un uomo.

Gli sguardi che mi si appiccicavano addosso,

Mi seguivano come presenza scontata

Non esistono più da tempo.

Ho  lasciato trasformare il mio corpo insieme alla mia anima,

l’ho trascurato,

l’ho punito,

l’ho usato come inutile e ingiusto capro espiatorio.

La bellezza se l’è portata via il dolore e l’età.

Una bellezza che non mi ha mai procurato sconti,

che non mi ha risparmiato perdite, che non ha evitato dolori a chi amo.

Un inutile, stupido attributo.

Mi guardo e non mi riconosco è vero , ma finalmente mi piaccio

Mi guarda chi mi conosceva e non mi riconosce è vero, ma non me ne importa.

ORA, solo ORA mi sento finalmente bella,

Autenticamente bella,

libera dalla paura di non esserlo,

libera dall’onere di dover dimostrare,

libera dalla frustrazione di deludere o di competere.

Bella per me stessa e per chi sa vedere oltre.

E a testa alta vado incontro alla vecchiaia che mi attende dietro l’angolo

E che della bellezza non ha pietà, né per me né per nessuno;

ma che forse porta in sé doni preziosi che solo chi ha la mente libera

avrà il privilegio di apprezzare e di goderne.

 

Fulvia Grignaschi
2017

Altruismo

L’altruismo
è la migliore forma di sano egoismo.

(scusa Tiziana se ti ho rubato l’intuizione)

 

Fulvia Grignaschi
2017

Zuppa

Non c’è scelta, non c’è volontà

Non c’è colpa non c’è slealtà.

Vorrei che i miei pensieri seguissero una direzione diversa

Vorrei che i miei sensi palpitassero per vibrazioni provenienti da un’altra pelle.

Ma sono zuppa di te, come una spugna.

Zuppa della tua vigliaccheria, della tua dolcezza, della tua indifferenza, dei ricordi di qualcosa che non è mai esistito.

Zuppa di delusione, di rancore e di disprezzo, ma anche di tenerezza e di bisogno.

Un bisogno incolmabile in modo ridicolo.

Ridicola, pazza, consapevole della sproporzione fra realtà e sensazioni.

Mi strizzo per liberarmi, ma la sensazione di asciutto dura solo un secondo.

Sono zuppa di nuovo. E non vorrei più esserlo.

 

Fulvia Grignaschi
2017