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Sono in vacanza! Ieri siamo partiti in camper alla volta dell’Austria. I due giorni precedenti sono stati pesantissimi per una serie di impegni imprevisti e sono arrivata alla partenza cotta come tutti gli anni, nonostante fossi libera dagli impegni dell’ufficio. Siamo partiti con mio marito alla guida. Traffico più che intenso. Ci fermiamo per pranzo. Un panino al volo e ripartiamo. Ci diamo il cambio alla guida. Io amo guidare il camper e ho percorso lunghi tragitti da sola con le mie figlie. Il traffico continuava ad essere caotico, a volte eravamo praticamente bloccati. Il rumore del condizionatore a palla, in modo che raffrescasse anche la cellula, mi ipnotizzava, forse avevo anche mangiato poco e troppo in fretta. Non mi sentivo bene, avrei pagato qualsiasi cosa per andare a dormire. Mi rendevo conto che gli occhi tendevano a chiudersi, ma fermarmi e chiedere a mio marito il cambio non mi andava. Come gran parte degli uomini non gradisce la mia guida e in realtà ha anche le sue ragioni perché in macchina sono molto distratta. Ma con il camper no, sto molto attenta perché mi rendo conto del peso che mi porto dietro, della distanza di frenata, dello sbalzo nelle curve e sono fiera della mia indipendenza alla guida. Eppure sentivo che non ero in grado di guidare, ma non ho detto nulla. Ho cercato di cantare, ho cercato di fare conversazione con mia figlia che mi sedeva accanto, ma non si schiodava dalle cuffie. Ho fatto due brutte frenate perché mi hanno tagliato la strada, ma i miei riflessi erano rallentati. Sono dovuta arrivare al punto di sentirmi quasi svenire per accostare e dire semplicemente “non mi sento bene, ho paura di guidare in queste condizioni. Puoi riprendere tu il volante?” Ci voleva tanto? Che cosa avevo da perdere o da guadagnare? Ho rischiato l’incolumità della mia famiglia e degli altri automobilisti per cosa? A chi importava che io guidassi o meno? Ci ho pensato tutto il pomeriggio e tutta la sera e non sono riuscita a individuare una motivazione logica al mio comportamento se non un orgoglio stupido e fine a se stesso e in questo caso anche pericoloso. Mi vergogno sinceramente di come ho agito e penso a quante volte in passato, in altre circostanze, l’orgoglio mi abbia fatto scegliere la soluzione sbagliata, mi abbia fatto fare fatiche che avrei potuto evitare, mi abbia portato a pensare alla guida (in senso metaforico) come a un privilegio, quando guardare dal finestrino è molto più rilassante.  Questa è solo una riflessione che volevo condividere, come in un confessionale, perché sono stata veramente stupida. Non siate stupidi anche voi!!!