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Eccoci a quello che ho individuato come il terzo passo necessario per poter ricominciare veramente, perché ricominciare amici non è una cosa da poco, comporta un dispendio di energie fisiche e mentali notevoli. Quindi chiediamoci: le abbiamo queste energie? Il nostro corpo è dalla nostra parte o rema contro. O meglio l’abbiamo ascoltato e ben trattato negli ultimi anni o lo abbiamo trascurato se non preso a calci?

Indovinate un po’ cosa ho fatto io? Calci, calci, calci e più me ne rendevo conto più calci gli tiravo come se in qualche modo dovessi punirmi o fossi convinta che non valesse più la pena di dargli le giuste attenzioni.
O di dare a me stessa le giuste attenzioni perché noi e il nostro corpo non siamo poi tanto distinti.

L’importanza di un fisico in forma cioè di un sistema di supporto in grado di darmi energia e allineato con la mente è stato il concetto più difficile da metabolizzare e la consapevolezza di dover cambiare pesantemente rotta ha richiesto una lunga maturazione. Negli anni passati mi ero concentrata essenzialmente a piangere sull’aspetto esteriore. Fino a 38 annI ero sempre stata in super linea poi il dolore della mente si è espresso anche attraverso il corpo e gradualmente mi sono ritrovata con 30 kg in più, senza capelli per diversi anni e, una volta ricresciuti in parte questi ultimi ho assistito ormai quasi divertita alla sparizione di quasi tutte le sopracciglia. Un’immagine di me difficile da accettare e meno la accettavo e più la situazione peggiorava e

A un certo punto tutto questo non ha più avuto importanza: ho sentito (più che capito) che non era importante la carrozzeria bensì il motore. Sarebbe ridicolo e doloroso ripropormi come obiettivo un’immagine di me stessa appartenente al passato, perchè io non appartengo più al passato ma al momento presente e al futuro.  Quello che invece ho sentito aver senso è stato chiedere scusa al mio corpo per come l’avevo trattato e iniziare a piccoli passi a rifarmelo alleato in modo da non alzarmi più la mattina già stanca, non crollare sul letto l’intero week end, non sentirmi un’ottantenne ogni volta che dovevo piegarmi, non arrivare distrutta a fine giornata.

E’ quindi cambiata la foto di me stessa appesa che, attaccata con un puntina da disegno nella mia mente, doveva diventare il mio obiettivo da raggiungere: non una trentenne in minigonna, ma una cinquantenne piena di energia in grado di rimettere in sesto la sua vita a 360 gradi. Avere un obiettivo che sia raggiungibile cambia tutto il quadro della situazione, sempre.

Ora, anche da giovane non sono mai stata sportiva. Non mi è mai piaciuto nessun tipo di sport, non sono mai stata portata e sono sempre stata pigra. Ero magra perché mi denutrivo e appena aumentavo di mezzo chilo mi denutrivo ancora di più, così era facile rimanere nel range prefissato sostenuta da una buona dose di vanità.

Mi sono quindi trovata a un empasse. Mi era chiaro che mangiare meno e soprattutto meglio e muovermi di più non erano un’opzione sostituibile ma non avevo nessuna intenzione di impormi una dieta né di praticare uno sport che comportasse iscrizioni a qualche palestra o corso, nè tanto meno l’acquisto di abbigliamento frivolo-sportivo. E certamente non volevo avere l’incubo della bilancia, da anni nemica giudicante e crudele. L’unica misurazione che ero disposta ad accettare non era in termini di kg o cm bensì in termini di energia. Ho letto, ho letto molto, ho scartato quasi tutto tranne alcuni dei suggerimenti del dott. Filippo Ongaro i cui libri e video consiglio vivamente (sono facilmente rintracciabili in rete).

Nei mesi di studio e di riflessione intanto ho incominciato a perdere naturalmente un po’ di chili anche perché essendo più serena la fame diminuiva e senza sforzi ho iniziato a mangiare di meno.

Prima convinzione quindi: se non si è a posto a livello emotivo e non si è sostentuti dalle giuste motivazioni si possono fare tutte le diete del mondo ma alla prima occasione si riprendono tutti i kg persi con tanto di interessi, quando non si perdono altre cose come per esempio la salute.

Del dott. Ongaro ho iniziato a fare miei due suggerimenti semplici e poco faticosi: assumere degli integratori e incominciare a ridurre le porzioni del 10% circa migliorando la scelta degli alimenti in termini di qualità. Devo dire che l’introduzione degli integratori nel mio caso ha portato beneficio proprio in termini di energia. Per integratori non intendo niente di particolare. Io ho scelto quelli che si trovano anche nei supermercati per donne con più di 50 anni.

Rimaneva il problema movimento: tutte le mie fonti, Ongaro in testa, erano concordi. Il movimento fa bene e non si può derogare. Per me questo era un vero problema perché non c’era proprio nulla che mi andasse di fare e mi sembrava di non avere mai il tempo per farlo. Allora mi sono fermata ancora una volta a riflettere: quali erano i miei must? Se dovevo iniziare a fare attività fisica dovevo mettermi in testa che avrei dovuto farla tutta la vita e perchè questa condizione potesse essere soddisfatta,  per come sono fatta io, doveva essere una attività che potessi fare ovunque, a costo pressochè nullo, non troppo intensa, e che non comportasse la necessità di altre persone per essere svolta. Ma soprattutto doveva essere un’attività divertente. Dovevo solo trovare la soluzione dell’equazione ma il patto con il mio corpo ormai era sancito. Piano piano, insieme saremmo tornati ad essere una squadra, una squadra che gioca con obiettivi a lungo termine e senza ansie.

In un prossimo post condividerò con voi le soluzioni che ho trovato. In questo articolo volevo sottolineare l’importanza dell’equilibrio mente corpo. Non basta l’uno e non basta l’altro. Ho dovuto sperimentarlo di persona per convincermi di un concetto scontato e vecchio di anni. Ed è stata una scoperta strabiliante, uno dei cambiamenti più positivi della mia vita, un altro dono!

Ah, per chi è già in super forma consiglio di verificare che la vostra attenzione sia sempre rivolta al motore. Poi ci sta anche la carrozzeria, purchè non diventi un’altra gabbia dorata di cui alla fine si diventa prigionieri. Ma avremo occasione di riparlare anche di questo.

A qualunque punto voi siate: change is good!